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Prestiti per Polizia penitenziaria: come ottenere un finanziamento

Prestiti per Polizia penitenziaria Sardegna

La polizia penitenziaria è una delle cinque forze di polizia italiane e come tale dipendente direttamente dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia.

Gli appartenenti al corpo sono dunque dipendenti pubblici. Posizione che garantisce loro un accesso agevolato al credito, grazie alle varie convenzioni che ministeri e enti locali sottoscrivono periodicamente con gli istituti  di credito. Non tutti però possono godere dei vantaggi di questi accordi, che spesso richiedono la presenza di requisiti piuttosto stringenti.

Lo sanno bene gli agenti di polizia penitenziaria che prestano servizio nelle case circondariali e di reclusione che si trovano in Sardegna (attualmente se ne contano 13 sparse in tuta l’Isola). Ma allora come accedere al credito? Gli agenti in servizio a Nuoro, Medio, Cagliari, Sassari e nelle altre carceri delle provincie sarde, di che non hanno accesso ai prestiti in convenzione, possono ricorrere al tradizionale circuito bancario.

Condizioni contrattuali dei prestiti per Polizia penitenziaria

Potendo vantare un regolare contratto di lavoro dipendente, ottenere credito risulterà piuttosto semplice. La busta paga è infatti la principale garanzia richiesta da banche e finanziarie a fronte della concessione di un prestito personale, che generalmente non è subordinata alla presentazione di diritti di pegno o ipoteca.

Il rimborso è a rate mensili con import costate e il tasso di interesse è fisso. L’importo massimo finanziabile è variabile in base al reddito del richiedente e alla durata del piano di ammortamento, tuttavia in linea di massima è possibile ottenere anche somme fino a 30 mila euro.

L’interruzione del rimborso delle rate di ammortamento porta all’immediata inadempienza nei confronti dell’Istituto finanziatore. Per il pagamento in ritardo saranno dovuti gli interessi di mora, mentre in caso di insolvenza, la banca potrà richiedere il pignorante dei beni o dello stipendio (pignorabile fino al 20%) portato a garanzia del prestito.

Prestiti per Polizia penitenziaria: estinzione anticipata e mancato pagamento

Ovviamente ritardi e mancati pagamenti portano anche all’iscrizione del nominativo del debitore nelle liste dei cattivi pagatori presenti nei database del SIC. Dati che ogni banca e finanziaria può consultare prima della concessione di un prestito e che rendono l’accesso al credito molto difficile. I soggetti indicati come cattivi pagatori sono infatti ritenuti dagli istituti di credito come finanziariamente inaffidabili.

La normativa vigente stabilisce anche la possibilità di estinguere il prestito anticipatamente rispetto al termine concordato. Al cliente che sceglie di esercitare questa opzione verrà chiesto di rimborsare il capitale ancora dovuto, maggiorato di una penale che non può superare l’1% dell’importo finanziato.

Nel caso in cui il contratto non specifichi qual è l’importo del capitale residuo dopo il pagamento di ogni rata, si dovrà intendere come debito residuo la somma del valore attuale di tutte le rate non ancora scadute.

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